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Diesel Euro 5, dove si può circolare e quando scattano i blocchi

Anastasio Russo • 12 giugno 2026
Fumo denso esce dai doppi scarichi di un'auto, un segnale che forse è ora di dire stop auto Euro 5.

Indice

Una diesel Euro 5 può ancora essere perfettamente funzionante, ma nel 2026 la possibilità di usarla dipende sempre più dalla regione, dal comune e dal tipo di strada. Qui chiarisco dove è previsto il blocco, quali territori hanno scelto misure alternative, come verificare la classe ambientale e quando conviene valutare MoVe-In, sostituzione o demolizione.

La situazione cambia da regione a regione e non esiste un divieto nazionale automatico

  • 1° ottobre 2026 è la data di riferimento per le nuove limitazioni strutturali.
  • Il provvedimento riguarda soprattutto le auto diesel Euro 5, non tutte le vetture Euro 5.
  • La Lombardia conferma il blocco nelle aree urbane di Milano, Brescia, Monza e Bergamo.
  • Piemonte, Emilia-Romagna e Veneto hanno previsto o approvato misure compensative, ma restano possibili divieti temporanei.
  • La classe dell’auto si controlla sul libretto, campo V.9, oppure tramite i portali regionali.

Mappa di Roma e Città del Vaticano con aree verdi e blu. Potrebbe indicare zone a traffico limitato o percorsi, forse per un futuro stop auto euro 5.

Stop auto Euro 5 in Italia nel 2026

Il cosiddetto stop alle auto Euro 5 nasce dalle misure per ridurre PM10 e ossidi di azoto nelle regioni del Bacino Padano. La norma nazionale ha rinviato l’avvio dal 2025 al 1° ottobre 2026 e ha concentrato la priorità sui comuni con più di 100.000 abitanti, lasciando alle Regioni la possibilità di adottare misure alternative. Lo ha chiarito anche il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.

Questo significa che non basta dire “Euro 5 uguale auto vietata”. Il provvedimento riguarda principalmente i motori diesel e la sua applicazione concreta dipende da ordinanze regionali, calendario, categoria del veicolo e area interessata.

Una berlina diesel Euro 5 immatricolata diversi anni fa può quindi circolare normalmente in una regione e incontrare limitazioni in un’altra. Anche quando il blocco strutturale non scatta, restano possibili misure emergenziali durante i periodi di forte accumulo degli inquinanti.

Dove il blocco è previsto e dove è stato sostituito

La situazione aggiornata a settembre 2026 è più articolata di quanto lascino intendere molti titoli. Io la leggerei così, distinguendo tra un divieto strutturale programmato e le limitazioni temporanee legate alla qualità dell’aria.

Regione Situazione nel 2026 Cosa deve sapere il conducente
Lombardia Limitazioni dal 1° ottobre 2026 per le autovetture diesel Euro 5 nelle aree urbane dei comuni oltre 100.000 abitanti. Il calendario indica Milano, Brescia, Monza e Bergamo. MoVe-In può offrire un’alternativa chilometrica.
Piemonte Il blocco strutturale è stato evitato attraverso misure compensative inserite nel piano regionale. Torino e Novara non devono essere considerate automaticamente off-limits, ma vanno controllate le ordinanze locali.
Emilia-Romagna La Regione ha sospeso il blocco strutturale previsto dal 1° ottobre 2026. Restano le misure emergenziali, le domeniche ecologiche e i divieti stagionali per altre classi diesel.
Veneto Il Consiglio regionale ha dato il via libera alla sospensione del blocco programmato. La sospensione deve essere verificata insieme agli atti attuativi e alle ordinanze dei singoli comuni.

In Lombardia il calendario è particolarmente preciso. Le autovetture M1 sono coinvolte dal 1° ottobre 2026, i veicoli M2, N1 e N2 dal 1° ottobre 2027, mentre le categorie più pesanti N3 e M3 seguono dal 1° ottobre 2028. La Regione Lombardia indica inoltre che il conteggio MoVe-In riguarda i chilometri percorsi nelle aree sottoposte a limitazione.

In Emilia-Romagna, invece, la sospensione del blocco strutturale non elimina ogni restrizione. Nei comuni interessati dalle misure antismog, durante un’allerta emergenziale, possono essere limitati anche i diesel Euro 5, generalmente nella fascia 8:00-19:00. Le regole possono riguardare i centri con più di 30.000 abitanti, l’agglomerato di Bologna e alcuni comuni volontari.

Il Piemonte ha scelto una strada diversa, con interventi compensativi destinati a ottenere una riduzione delle emissioni senza fermare automaticamente le auto Euro 5. In Veneto la sospensione è stata approvata a metà settembre, ma io eviterei di considerarla definitiva per ogni strada finché non sono pubblicati gli atti operativi del comune interessato.

Come verificare se la propria auto è davvero coinvolta

Il primo controllo va fatto sul documento unico o sulla carta di circolazione. La classe ambientale è normalmente riportata al campo V.9, dove si trova l’omologazione Euro del veicolo. La sola data di immatricolazione non basta, perché alcuni modelli sono stati venduti in versioni diverse o immatricolati in periodi differenti.

Diesel, benzina e alimentazioni alternative

Il blocco discusso in queste regioni riguarda soprattutto il diesel Euro 5. Una vettura a benzina Euro 5 non rientra automaticamente nella stessa limitazione, anche se può essere soggetta ad altri divieti comunali, a una ZTL o a regole specifiche per i veicoli più vecchi.

Il filtro antiparticolato, indicato spesso con la sigla FAP o DPF, non trasforma un diesel Euro 5 in un Euro 6. È un errore comune pensare che la presenza del filtro basti a ottenere un’esenzione. Conta la classe omologata del veicolo e non soltanto il suo equipaggiamento tecnico.

Leggi anche: Differenza tra corsia e carreggiata - guida per la patente

La categoria del veicolo cambia la data

Per un’auto privata si parla normalmente di categoria M1. Furgoni e veicoli commerciali possono rientrare nelle categorie N1, N2 o N3, con date di applicazione diverse in alcune regioni. Prima di programmare un viaggio, controllerei quindi anche la categoria riportata nei documenti, soprattutto se il mezzo è immatricolato per trasporto merci.

Una verifica completa richiede tre dati: alimentazione, classe Euro e categoria del veicolo. A questi va aggiunto il comune di transito, perché il divieto può valere solo nell’area urbana e non sull’intero territorio regionale.

Strade, orari e sanzioni da non confondere

Le limitazioni ambientali non equivalgono a un divieto generale di utilizzare l’auto in tutta Italia. Di norma riguardano aree urbane delimitate, fasce orarie e giorni stabiliti dai provvedimenti locali. Un percorso tangenziale o autostradale non è automaticamente libero o vietato: bisogna verificare la segnaletica e l’eventuale ordinanza dell’ente proprietario.

La ZTL è un’altra cosa. Una diesel Euro 5 può essere ammessa da una regola regionale sull’inquinamento ma non poter entrare in una zona a traffico limitato del centro storico. Io controllo sempre separatamente classe ambientale, ZTL, Area B o Area C, perché confondere questi tre livelli porta facilmente a una multa.

Per la violazione delle limitazioni alla circolazione legate alle emissioni, il Codice della strada prevede una sanzione compresa tra 168 e 678 euro. In caso di reiterazione nel biennio può aggiungersi la sospensione della patente da 15 a 30 giorni, secondo l’articolo 7 del Codice della strada. Gli importi e le modalità operative vanno comunque letti insieme al provvedimento locale applicato.

Le misure emergenziali possono inoltre diventare più restrittive quando i livelli di PM10 superano le soglie previste. Per questo una situazione regolare il lunedì può cambiare dopo alcuni giorni senza vento, soprattutto tra autunno e inverno.

MoVe-In, cambio dell’auto o attesa ragionata

Chi vive o lavora in Lombardia ha una possibilità concreta in più. MoVe-In sostituisce il divieto basato su giorni e orari con una soglia chilometrica annuale monitorata da una scatola telematica installata sul veicolo. Non è libertà illimitata: quando i chilometri assegnati finiscono, la deroga non consente più di usare l’auto nelle aree soggette alle limitazioni fino alla scadenza del servizio.

Per i diesel Euro 5 la soglia regionale indicata nei documenti lombardi arriva a 10.000 chilometri annui nell’area di riferimento, con possibili incrementi collegati ai parametri previsti dal servizio. Prima di aderire, calcolerei i chilometri realmente percorsi in città. Per chi usa l’auto solo occasionalmente può essere una soluzione sensata; per chi percorre 20.000 o 30.000 chilometri l’anno rischia di rinviare soltanto il problema.

Scelta Quando ha senso Limite principale
MoVe-In Uso urbano saltuario e necessità di accedere alle aree lombarde. Chilometri limitati e monitoraggio continuo.
Cambiare auto Uso quotidiano in città soggette a blocco o acquisto già programmato. Costo elevato e valore dell’usato Euro 5 potenzialmente in calo.
Attendere Residenza fuori dalle aree coinvolte e regole regionali ancora in aggiornamento. Possibili cambiamenti, divieti temporanei e minore valore futuro del veicolo.
Demolire Auto molto usurata, costi di riparazione alti o impossibilità di circolare. Perdita del mezzo senza incentivo, se non si accede a un bando specifico.

Io non cambierei un’auto affidabile soltanto per un titolo allarmistico. Prima confronterei il costo annuale di manutenzione, assicurazione, carburante e accessi urbani con quello di una vettura più recente. Se però il veicolo percorre ogni giorno le zone interessate, aspettare l’ultimo momento può significare trovare meno alternative e ottenere una valutazione più bassa dell’usato.

La verifica pratica da fare prima di ottobre

  • Controllare sul libretto il campo V.9 e la categoria M1, N1 o altra.
  • Verificare il calendario della Regione e del Comune in cui si guida più spesso.
  • Separare il blocco ambientale dalle regole di ZTL, Area B e Area C.
  • Controllare se sono attive misure emergenziali per PM10 o domeniche ecologiche.
  • In Lombardia, confrontare i propri chilometri annui con la soglia di MoVe-In.
  • Prima di vendere o demolire, chiedere se esistono incentivi regionali e quali documenti sono richiesti.

La decisione più prudente dipende dall’uso reale dell’auto, non solo dalla sua classe Euro. Una diesel Euro 5 usata prevalentemente fuori dai centri urbani può conservare una buona utilità; una vettura impiegata ogni giorno nelle aree soggette a blocco richiede invece un piano alternativo già nel 2026.

Una diesel Euro 5 non è ancora uguale in tutta Italia

La risposta breve è questa: non esiste un unico stop nazionale valido allo stesso modo per ogni auto e ogni strada. La Lombardia mantiene un calendario preciso, mentre Piemonte, Emilia-Romagna e Veneto hanno scelto misure compensative o sospensioni del blocco strutturale. Restano però le ordinanze comunali, le emergenze da smog e le ZTL.

Per evitare sorprese, controllerei sempre classe, categoria, comune e data del viaggio. È un passaggio di pochi minuti che può evitare una multa da centinaia di euro e, soprattutto, una scelta affrettata sulla sostituzione o sulla demolizione del veicolo.

Questo articolo ha carattere esclusivamente informativo ed educativo. Il materiale è stato elaborato con il supporto di moderni strumenti analitici e linguistici (IA). Prima di prendere una decisione, consulta un esperto.

Domande frequenti

La Lombardia prevede dal 1° ottobre 2026 limitazioni nelle aree urbane di Milano, Brescia, Monza e Bergamo. Piemonte, Emilia-Romagna e Veneto hanno previsto misure compensative o sospensioni del blocco strutturale, ma restano possibili ordinanze comunali e divieti temporanei legati allo smog.

Controlla il documento unico o la carta di circolazione al campo V.9, dove è indicata la classe ambientale. Devi verificare anche l'alimentazione, la categoria del veicolo, come M1 o N1, e il comune o l'area urbana in cui intendi circolare.

MoVe-In sostituisce il divieto basato su giorni e orari con una soglia chilometrica annuale monitorata da una scatola telematica. Per i diesel Euro 5 la soglia indicata arriva a 10.000 chilometri annui nell'area di riferimento, quindi può essere utile per chi usa l'auto saltuariamente, ma non garantisce libertà illimitata.

Il blocco ambientale riguarda limitazioni alle emissioni in determinate aree, orari e giorni. ZTL, Area B e Area C sono regole separate: un'auto può essere ammessa dal provvedimento regionale sull'inquinamento ma non poter entrare in una specifica zona a traffico limitato.

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Autor Anastasio Russo
Anastasio Russo
Mi chiamo Anastasio Russo e la mia passione per il mondo dell'auto, la sicurezza stradale e le pratiche di circolazione mi accompagna da ben 15 anni. In questo tempo, ho avuto modo di approfondire le dinamiche che regolano il nostro modo di muoverci su strada, cercando sempre di offrire informazioni chiare e utili. Il mio obiettivo è rendere accessibili argomenti che a volte possono sembrare complessi, analizzando le normative, le novità in termini di sicurezza e le migliori pratiche per una guida consapevole. Mi dedico a verificare le fonti e a confrontare le informazioni per garantire che ogni contenuto sia accurato e aggiornato, con la speranza di contribuire a una maggiore sicurezza per tutti noi automobilisti.

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