Quando si confrontano due auto, il valore di CO2 in grammi per chilometro può dire molto sui consumi, ma va letto nel modo giusto. In questa guida chiarisco come interpretare una tabella delle emissioni di CO2 delle auto, quali differenze esistono tra benzina, diesel, ibride ed elettriche e perché il dato non coincide automaticamente con la classe Euro o con i divieti di circolazione.
I dati essenziali da controllare prima di scegliere un’auto
- g/km indica la CO2 emessa durante il test di omologazione.
- Dal 2021 il riferimento principale è il ciclo WLTP, riportato alla voce V.7 della carta di circolazione.
- Un’auto elettrica segna 0 g/km allo scarico, ma questo non descrive tutte le emissioni del suo ciclo di vita.
- Le restrizioni stradali italiane si basano soprattutto sulla classe Euro, non soltanto sulla CO2.
- Per confrontare due modelli bisogna considerare anche peso, consumi reali, utilizzo e ricarica.

Come leggere una tabella delle emissioni di CO2 delle auto
Il dato da cercare è espresso in g/km, cioè grammi di anidride carbonica emessi per ogni chilometro percorso. Più il numero è basso, minore è la CO2 attribuita all’auto durante la prova standard. Io lo considero un ottimo punto di partenza, ma non lo userei mai da solo per giudicare un veicolo.
| Fascia indicativa | Emissioni omologate | Tipologia frequente | Come interpretarla |
|---|---|---|---|
| Zero allo scarico | 0 g/km | Auto elettriche | Nessuna emissione diretta durante la marcia, ma restano da valutare produzione dell’energia e batteria. |
| Molto bassa | 1-50 g/km | Ibride plug-in utilizzate con batteria carica | Il risultato dipende fortemente dalla frequenza di ricarica e dalla distanza percorsa in elettrico. |
| Bassa | 51-100 g/km | Utilitarie efficienti e alcune full hybrid | Fascia generalmente favorevole nei percorsi urbani, soprattutto con auto leggere. |
| Media | 101-130 g/km | Compatte ibride, benzina efficienti e piccoli diesel | È una fascia comune per chi cerca un compromesso tra spazio, prestazioni e consumi. |
| Medio-alta | 131-160 g/km | Auto familiari, SUV compatti e motori più potenti | Il peso e la superficie frontale iniziano a incidere molto sui consumi. |
| Alta | 161-200 g/km | SUV grandi, monovolume e modelli sportivi | Il costo d’uso può aumentare sensibilmente, soprattutto con molta percorrenza annuale. |
| Molto alta | Oltre 200 g/km | Auto ad alte prestazioni e veicoli molto pesanti | Il dato segnala consumi elevati, ma non determina da solo i divieti comunali. |
Queste sono fasce orientative, non categorie giuridiche valide per tutte le auto. Un modello può avere valori diversi in base a motore, cambio, cerchi, pneumatici, allestimento e massa, quindi per il numero esatto bisogna consultare la scheda del singolo veicolo.
Perché il valore WLTP è quello da verificare
Il ciclo WLTP ha sostituito il precedente NEDC per rendere la prova più vicina alle condizioni di guida moderne. Il test considera diverse velocità, accelerazioni e fasi di utilizzo, ma rimane comunque una procedura standardizzata in laboratorio.
Nel libretto italiano il valore di CO2 si trova normalmente alla voce V.7. Per un’auto usata è il riferimento più pratico, mentre per un’auto nuova conviene confrontarlo con l’etichetta dei consumi esposta dal venditore e con la guida pubblicata dal MIMIT.
Il numero WLTP non è una promessa sui consumi che otterremo ogni giorno. In autostrada, con portapacchi e climatizzatore, un’auto dichiarata a 120 g/km può consumare molto più del valore ufficiale. La differenza più evidente, per esperienza, si vede nelle ibride plug-in quando vengono utilizzate senza ricaricare regolarmente la batteria.
Il confronto tra alimentazioni richiede un po’ di prudenza
Dire che un’alimentazione è sempre più conveniente dell’altra è semplicistico. Una full hybrid tende a lavorare bene in città, mentre un diesel moderno può risultare efficace per chi percorre molti chilometri extraurbani; l’elettrica, invece, dà il massimo quando si può ricaricare con facilità a casa o sul posto di lavoro.
| Alimentazione | Punto di forza | Limite da considerare |
|---|---|---|
| Elettrica | 0 g/km di CO2 allo scarico e grande efficienza nel traffico urbano | Autonomia, tempi di ricarica e produzione dell’energia influenzano il bilancio complessivo. |
| Ibrida plug-in | Può percorrere molti tragitti brevi in modalità elettrica | Se non viene ricaricata, il peso della batteria può aumentare consumi ed emissioni reali. |
| Ibrida full | Riduce spesso i consumi nelle partenze e nelle basse velocità | Il vantaggio diminuisce in autostrada e con velocità costante elevata. |
| Benzina | Semplicità d’uso e buona adattabilità a percorrenze miste | Consumi e CO2 crescono rapidamente su SUV, auto pesanti e motori potenti. |
| Diesel | Efficienza nei lunghi viaggi e nelle percorrenze annuali elevate | Non è ideale per tragitti brevi e prevalentemente urbani, anche per la gestione del filtro antiparticolato. |
| GPL o metano | Possibile riduzione dei costi e, in molti casi, delle emissioni allo scarico | Disponibilità dei distributori, bagagliaio e valori omologati variano molto da modello a modello. |
Per trasformare il dato in una cifra comprensibile si può usare una formula semplice. Un’auto da 120 g/km percorsa per 15.000 km l’anno corrisponde a circa 1.800 kg di CO2 allo scarico; con 180 g/km si sale a circa 2.700 kg. È un confronto utile, anche se non comprende produzione del veicolo, elettricità, carburante e manutenzione.
CO2, classe Euro e regole stradali non sono la stessa cosa
Questo è il punto che crea più confusione. La CO2 riguarda soprattutto l’effetto climatico e i consumi, mentre la classe Euro considera diversi inquinanti locali, tra cui ossidi di azoto, monossido di carbonio, idrocarburi e particolato.
Per questo un’auto con emissioni di CO2 relativamente contenute non è automaticamente autorizzata a circolare in ogni area. I Comuni possono introdurre limitazioni sulla base della classe Euro, del tipo di alimentazione, dell’area interessata e delle condizioni temporanee di qualità dell’aria.
L’articolo 7 del Codice della strada prevede, per chi viola alcune limitazioni alla circolazione legate alle emissioni, una sanzione da 168 a 678 euro. In caso di reiterazione nel biennio può aggiungersi la sospensione della patente da 15 a 30 giorni, secondo le condizioni previste dalla norma.
Anche il bollo non si calcola semplicemente moltiplicando i grammi di CO2. In Italia contano soprattutto potenza in kW, classe ambientale e regole regionali; per elettriche, GPL, metano e idrogeno possono essere previste discipline specifiche. Prima di acquistare o demolire un veicolo, controllerei sempre le regole del Comune e della Regione in cui l’auto viene utilizzata.
Come usare il dato prima di acquistare o rottamare
Il modo più concreto è partire dalla propria percorrenza annuale. Per meno di 10.000 km prevalentemente urbani, il vantaggio di una citycar ibrida o elettrica può essere più interessante di quello di un diesel, mentre oltre 20.000 km annui su strade extraurbane il confronto deve includere consumi reali, prezzo del carburante e costi di manutenzione.
- Controlla il valore V.7 sul documento dell’auto.
- Verifica se il dato è WLTP o, per alcuni veicoli più vecchi, NEDC.
- Confronta modelli della stessa categoria e con massa simile.
- Calcola le emissioni annuali moltiplicando i g/km per i chilometri percorsi.
- Controlla la classe Euro e le ordinanze locali prima di decidere.
Un errore frequente è scegliere l’auto con il numero più basso senza verificare il modo in cui verrà usata. Un SUV plug-in da 40 g/km nei test può essere una scelta eccellente se viene ricaricato ogni sera, ma poco sensata per chi viaggia sempre a batteria scarica.
Lo stesso vale per la rottamazione. La demolizione di un veicolo vecchio può aiutare a rispettare i limiti locali e, quando sono disponibili incentivi, ridurre il costo del nuovo acquisto, ma l’accesso ai contributi dipende da data, categoria del veicolo, classe Euro e fascia di emissioni. Non baserei mai la decisione soltanto su una vecchia tabella di bonus, perché soglie e fondi possono cambiare.
Il numero giusto da ricordare quando confronti due auto
La lettura più affidabile combina tre dati: CO2 in g/km, classe Euro e utilizzo reale. La prima aiuta a stimare consumi ed emissioni climatiche, la seconda determina spesso l’accesso alle aree soggette a restrizioni e il terzo decide se il risultato dichiarato è realistico per la tua vita quotidiana.
Io partirei sempre dalla voce V.7, confronterei almeno due modelli equivalenti e controllerei le ordinanze locali prima di firmare. In questo modo la tabella delle emissioni diventa uno strumento concreto per scegliere meglio, non un semplice numero stampato sulla scheda tecnica.
