Una regola cambiata può trasformare una normale fermata in un ritiro della patente, soprattutto quando entrano in gioco smartphone, alcol, droga o monopattini. In questa guida al nuovo codice della strada chiarisco cosa è effettivamente cambiato, quali limiti sono ancora invariati e quali comportamenti richiedono più attenzione nel 2026.
Cosa conta davvero per chi guida ogni giorno
- Entrata in vigore delle principali novità dal 14 dicembre 2024.
- Cellulare alla guida punito con multe fino a 1.400 euro e sospensione della patente.
- Limiti dell’alcol invariati, ma conseguenze più pesanti per i recidivi e obbligo di alcolock.
- Neopatentati soggetti a restrizioni di potenza per i primi tre anni.
- Monopattini elettrici sottoposti a casco, contrassegno identificativo e assicurazione obbligatori.
Che cosa è cambiato davvero e da quando
Non si tratta di un codice completamente riscritto. La base resta il decreto legislativo n. 285 del 1992, modificato dalla Legge 177 del 25 novembre 2024, entrata in vigore il 14 dicembre dello stesso anno. Nel 2025 e nel 2026 alcuni decreti attuativi hanno reso più concrete regole già approvate, soprattutto per alcolock e monopattini.
La riforma ha una direzione piuttosto chiara. Colpisce i comportamenti che distraggono o alterano il conducente e prova a rendere più riconoscibili i veicoli di micromobilità. Io la leggo così: non basta più sapere quanto costa una multa, bisogna capire quando una violazione può incidere subito sulla possibilità di guidare.
| Comportamento | Conseguenza principale | Cosa controllare |
|---|---|---|
| Uso del cellulare | Multa, punti e sospensione | Saldo punti e recidiva |
| Alcol alla guida | Sanzione amministrativa o reato | Tasso alcolemico e categoria del conducente |
| Guida dopo l’assunzione di droghe | Controlli sanitari e possibili sanzioni penali | Esito degli accertamenti e alterazione alla guida |
| Monopattino elettrico | Obblighi di casco, identificazione e assicurazione | Contrassegno e copertura RCA |
Il punto più importante è evitare una confusione frequente. Le nuove disposizioni non hanno alzato il limite generale dell’alcol, che resta 0,5 g/l per la maggior parte dei conducenti, ma hanno irrigidito alcune conseguenze e introdotto controlli più incisivi.
Cellulare alla guida e sospensione breve della patente
Tenere lo smartphone in mano mentre si guida può costare da 250 a 1.000 euro, con la decurtazione di 5 punti e la sospensione della patente da 15 giorni a 2 mesi. Il divieto riguarda anche tablet, computer portatili e altri dispositivi che obbligano a staccare le mani dal volante o a distogliere l’attenzione dalla strada.
In caso di recidiva entro due anni, la multa sale da 350 a 1.400 euro, i punti persi diventano 10 e la sospensione ordinaria può arrivare da 1 a 3 mesi. Per me questo è il cambiamento più concreto per chi guida in città, perché il controllo può avvenire anche per una distrazione di pochi secondi al semaforo o in coda.
Come funziona la sospensione breve
Se il conducente viene identificato durante la violazione e possiede meno di 20 punti, può scattare la cosiddetta sospensione breve. Dura 7 giorni quando il saldo è compreso tra 10 e 19 punti, mentre arriva a 15 giorni con un saldo inferiore a 10 punti. Se la violazione provoca un incidente, la durata raddoppia.
La sospensione breve è diversa dalla sospensione ordinaria stabilita dal prefetto. Per questo non bisogna pensare che pagare la multa chiuda automaticamente la questione. Il conducente deve verificare il verbale, il ritiro del documento e il successivo provvedimento sulla patente.
Che cosa è consentito
Il telefono può essere utilizzato solo con un sistema che permetta di comunicare senza impugnare il dispositivo e senza compromettere la percezione dei rumori esterni. Un supporto sul cruscotto non autorizza a digitare messaggi mentre l’auto è in movimento. La soluzione più sicura resta impostare navigazione e chiamate prima di partire.
Alcol, droghe e alcolock richiedono più attenzione
I limiti dell’alcol non sono cambiati. Tra 0,5 e 0,8 g/l si applica una sanzione amministrativa da 543 a 2.170 euro e la sospensione della patente da 3 a 6 mesi. Tra 0,8 e 1,5 g/l si entra nell’area penale, con ammenda, possibile arresto e sospensione da 6 mesi a 1 anno. Oltre 1,5 g/l le conseguenze diventano ancora più severe.
Per neopatentati, conducenti con meno di 21 anni e conducenti professionali vale invece il principio di alcol zero. Non esiste un calcolo affidabile basato sul numero di bicchieri, perché il tasso dipende da peso, alimentazione, tempo trascorso e gradazione della bevanda. La mia regola pratica è semplice: se devo guidare, non bevo.
Che cosa succede ai recidivi
Chi viene nuovamente sanzionato per un tasso alcolemico superiore a 0,8 g/l può essere sottoposto a un divieto assoluto di assumere alcol prima della guida e all’obbligo di installare un alcolock. Si tratta di un dispositivo collegato all’avviamento che consente di accendere il motore solo dopo un test dell’alito con valore pari a zero.
Dal 2025 sono state definite le caratteristiche tecniche e le modalità di installazione presso officine autorizzate. Chi utilizza un veicolo con alcolock deve conservare la documentazione di installazione e il certificato di taratura. Manomettere il dispositivo o guidare un veicolo non conforme può aggravare ulteriormente la posizione del conducente.
Guida dopo l’assunzione di stupefacenti
La disciplina sui test per le droghe è diventata più severa, ma va letta con precisione. Un controllo positivo può portare al ritiro della patente e ad accertamenti successivi, tuttavia la presenza di una sostanza non deve essere confusa automaticamente con la prova che il conducente fosse alterato in quel momento.
Nel 2026 è stato ribadito che deve emergere la concreta pericolosità della condotta, attraverso il test salivare e il successivo esame del sangue. Chi assume farmaci prescritti deve seguire le indicazioni del medico e, in caso di controllo, poter documentare la terapia. Non è una garanzia automatica, ma è molto meglio che affidarsi a spiegazioni improvvisate sul posto.
Neopatentati e patente a punti
Per chi consegue la patente B secondo il nuovo regime, le limitazioni sui veicoli più potenti durano tre anni, non più uno. Il limite generale è di 75 kW per tonnellata, con un ulteriore limite di 105 kW per le autovetture della categoria M1. Per i modelli elettrici o ibridi occorre controllare i dati tecnici previsti dalla carta di circolazione, perché la potenza non si interpreta sempre come quella di un motore termico tradizionale.
Prima di acquistare o prendere in prestito un’auto, io controllerei sempre la carta di circolazione e non soltanto la cilindrata indicata nell’annuncio. Due versioni dello stesso modello possono avere potenze diverse e una vettura apparentemente familiare può risultare non guidabile da un neopatentato.
La patente parte da 20 punti. Nei primi tre anni, i punti persi per le violazioni previste dalla tabella vengono raddoppiati. Questo rende particolarmente rischiose le infrazioni che sembrano minori, come l’uso del telefono, il mancato uso della cintura o il passaggio con semaforo rosso.
| Situazione | Regola pratica |
|---|---|
| Patente appena conseguita | Controllare potenza specifica e limite massimo del veicolo |
| Primi tre anni | I punti persi possono essere raddoppiati |
| Saldo inferiore a 20 punti | Alcune infrazioni fanno scattare la sospensione breve |
| Saldo pari a zero | Può essere richiesta la revisione della patente |
Monopattini elettrici tra casco, contrassegno e assicurazione
Il monopattino non è più considerato un mezzo privo di obblighi specifici. Il casco è obbligatorio per tutti, anche per i maggiorenni, e il veicolo deve rispettare le regole tecniche e di circolazione previste per la micromobilità elettrica.
Nel 2026 sono diventati operativi anche gli obblighi relativi al contrassegno identificativo e alla copertura assicurativa. Il contrassegno è personale e non trasferibile. Non è una targa metallica, ma deve essere applicato in modo visibile e permanente sul monopattino.
Per il contrassegno la scadenza operativa è stata fissata al 16 maggio 2026, mentre l’obbligo di assicurazione RCA è stato calendarizzato al 16 luglio 2026. Chi circola oggi senza questi requisiti rischia quindi di trovarsi in una posizione irregolare, anche se il monopattino è tecnicamente funzionante.
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Dove si può circolare
La velocità massima resta di 20 km/h, che scende a 6 km/h nelle aree pedonali. La circolazione è ammessa secondo i limiti e i percorsi stabiliti dalla segnaletica, mentre marciapiedi e spazi riservati ai pedoni non sono una scorciatoia lecita.
Chi usa un mezzo in sharing deve controllare anche le regole dell’operatore. Alcune aree possono essere geolocalizzate e vietate, e il fatto che il noleggio consenta di sbloccare il mezzo non significa che ogni strada sia percorribile. In questo caso la prudenza vale più dell’applicazione sul telefono.
Pedoni, ciclisti, sosta e controlli automatici
La riforma dedica maggiore attenzione agli utenti vulnerabili. Quando si sorpassa una bicicletta, la distanza di sicurezza da mantenere è di 1,5 metri ove possibile. Non è una misura da applicare solo sulle strade extraurbane: in città bisogna adeguare velocità e traiettoria alle condizioni reali della carreggiata.
Agli attraversamenti pedonali il conducente deve rallentare e dare precedenza non soltanto a chi ha già iniziato ad attraversare, ma anche a chi si accinge a farlo. In pratica, vedere una persona ferma vicino alle strisce non autorizza ad accelerare per passare prima.
Particolare attenzione riguarda anche gli spazi riservati alle persone con disabilità, le aree di ricarica elettrica e le zone kiss and ride presso stazioni e aeroporti. La sosta irregolare può impedire un servizio essenziale o creare un ostacolo concreto, non è soltanto un problema di occupazione dello spazio.
Per gli autovelox, quando vengono rilevate più violazioni nello stesso tratto, nella stessa ora e sotto la competenza dello stesso ente, può applicarsi una sola sanzione, di norma quella più grave aumentata di un terzo, se più favorevole al conducente. Questo non significa che sia possibile ignorare i limiti: il controllo resta valido e la velocità deve essere adeguata anche quando non ci sono telecamere.
La checklist che uso prima di partire
Prima di mettermi in viaggio controllo quattro cose: patente e punti disponibili, assicurazione e revisione del veicolo, eventuali limitazioni per neopatentati e condizioni di sicurezza di pneumatici e luci. Se uso un monopattino verifico anche casco, contrassegno e RCA.
Il cambiamento più importante non è una singola multa, ma il fatto che molte infrazioni possono produrre conseguenze immediate sulla patente. Per questo conviene conoscere le regole prima del controllo, non dopo il verbale: pochi minuti di preparazione evitano spesso settimane senza poter guidare e costi molto più alti del previsto.
